Vai al contenuto

La buona letteratura si basa sull’utilizzo di una serie di meccanismi e parametri, ma anche sulla loro continua messa in discussione. Ma che cosa significa, davvero, infrangere le regole? Qual è la funzione, in questo, delle avanguardie e quando le diverse modalità strutturali, stilistiche o formali si ricoagulano in nuove prassi?

Una lezione di Vanni Santoni, scrittore e docente, che introduce il seminario di Belleville Rompere le righe.

Vanni Santoni

(1978) Dopo l'esordio con Personaggi precari, ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi Gli interessi in comune (Feltrinelli 2008), Se fossi fuoco, arderei Firenze  (Laterza 2011), la saga di Terra ignota (Mondadori 2012-17), Muro di casse  (Laterza 2015), La stanza profonda  (Laterza 2017, candidato al Premio Strega), I fratelli Michelangelo (Mondadori 2019), La verità su tutto (Mondadori 2022), Dilaga ovunque  (Laterza 2023), oltre al saggio La scrittura non si insegna (minimum fax 2020). Dal 2014 al 2020 ha diretto la collana di narrativa di Tunué, affermatasi come una delle principali fucine di nuovi talenti. Tra le firme letterarie del Corriere della Sera e della Lettura, scrive anche su Linus, Internazionale, Il Tascabile e altre testate.