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Mix tape: si chiamavano così le musicassette che gli amici si scambiavano negli anni Ottanta, mixando artisti e brani secondo il gusto e l’umore. Nelle “Mix tape” di Belleville un ospite ogni volta diverso consiglia i libri, le riviste, i podcast, i dischi, i film che più lo hanno appassionato e ispirato.
Questa settimana tocca a Adelaide Cioni, artista e traduttrice, che al nostro invito ha risposto così:

Account IG: @Rubyetc_ (Ruby Elliot).
Account di una disegnatrice e vignettista favolosa, mi fa ridere e sorridere molto.

Concerto: Recital pianistico di Grigorij Sokolov al Teatro Comunale di Todi (16 febbraio 2020).
Uno dei concerti più belli della mia vita, questo omone stretto nel panciotto, che respira, suona e respira, e regala un bis dopo l’altro. Tornando a casa mi sono persa per stradine sterrate mai viste prima. L’Umbria poteva essere l’Africa, io non capivo più molto di quello che mi circondava. 

Romanzo: Il padiglione sulle dune di Robert Louis Stevenson (1880).
Uno dei miei libri preferiti, un racconto lungo. Ha qualcosa di magico per la leggerezza con cui riesce a trasmettere la suspense del paesaggio, il mistero di un’amicizia finita, la potenza di un amore iniziato.

Performance: Cloud Dance di Robyn Brentano e Andrew Horn (1980).
Andy de Groat che gira su se stesso per un tempo infinito come un sufi in mezzo all’opera di Lenore Tawney, la musica ipnotica di Michael Galasso, le parole folli di Christopher Knowles, la voce piatta di Ovanessian. L’ho vista a inizio anno alla galleria Alison Jacques di Londra, ci sono tornata cinque volte solo per guardarla ancora. Non sapevo che potevo vederla comodamente su Youtube, non lo credevo possibile.

Astrologo: Simon&The Stars (2013-presente).
Un avvocato diventato astrologo per passione. Puntuale, generosissimo, lo adoro. Attenzione, crea dipendenza.

> Leggi qui gli altri articoli della rubrica “Mix tape”.

Adelaide Cioni

Nata a Bologna nel 1976, ha studiato disegno a UCLA, Los Angeles, e si è diplomata in scultura all’Accademia di Belle Arti di Roma. Laureata in storia contemporanea, per dieci anni ha tradotto letteratura americana (John Cheever, David Foster Wallace, Lydia Davis, AM Homes, Rick Moody e altri). Ha lavorato nella redazione di minimumfax e nell'ufficio stampa di Fazi. Ha insegnato traduzione letteraria per diversi anni presso il FUSP di Misano Adriatico. Nel 2012, terminata la traduzione dei diari di John Cheever, ha deciso di smettere di tradurre per dedicarsi alla pratica artistica. Ha esposto il suo lavoro in spazi indipendenti e in luoghi istituzionali, in Italia e all’estero. È rappresentata dalla galleria P420 di Bologna.