Vai al contenuto

Lettori nella tormenta. Quattro domande a Cristina Brambilla

    Scrivere un libro per ragazzi è un laboratorio online in undici incontri per lavorare a un’idea narrativa, partendo dall’intreccio e approfondendo, attraverso una serie di esercitazioni mirate, gli elementi costitutivi di ogni storia: personaggi, spazio/tempo, punto di vista, voce narrante, messa in scena, stile.

    Aspettando l’inizio delle lezioni, abbiamo chiesto alla docente Cristina Brambilla, scrittrice e editor, di rispondere a quattro domande sulla narrativa per ragazzi.

    Buona lettura!

    1. Il tuo nuovo romanzo, I ragazzi della fossa, esce il 24 marzo per Pelledoca, casa editrice specializzata in thriller, gialli e noir per bambini e ragazzi: che lettrici e lettori immagini per questo libro e in che modo la letteratura di genere cambia (se cambia) in funzione del target?

    Io credo di scrivere per le ragazze e i ragazzi nella tormenta. Vorrei rivolgermi a chi, in certi momenti, ha bisogno di credere che la vita possa riservare belle sorprese proprio nei momenti più difficili, che a volte basta cambiare il punto di vista e che, come direbbe Aragorn, c’è sempre speranza. Quanto alla letteratura di genere, credo debba accordarsi con il mondo interiore del lettore, cercando di parlare alle sue paure, dubbi, desideri. Secondo me la lettura dovrebbe accompagnare, piuttosto che anticipare. Naturalmente non si tratta di una scienza esatta, così come non c’è un metodo infallibile per essere un buon medico o un buon insegnante. Penso sia soprattutto questione di ascolto e polso, ma se hai fatto bene il tuo lavoro, capita che un libro che ha più di vent’anni venga ripubblicato. Sta succedendo con il mio primo romanzo, Odore di Brodo che torna in libreria grazie a un nuovo editore, Terre di Mezzo.

    2. Hai lavorato in editoria per vent’anni, e attualmente dirigi la collana di prime letture “Superbaba” per Babalibri: quali caratteristiche deve avere un libro per conquistarti e spingerti a pubblicarlo? 

    Deve ispirare, sorprendere, commuovere, divertire. Deve smuovere qualcosa, farmi provare qualcosa. Ciò che mi diverte di più nel settore della letteratura per ragazzi è che è conservatore fino al midollo poi, però, quando meno te l’aspetti, capitano terremoti come Harry Potter e, all’estremo opposto, Wonder che è saldamente in classifica ormai da anni. Vale tutto e il contrario di tutto, il che rende molto difficile dire qualcosa di sensato o che non possa venire contraddetto nel giro di un nanosecondo.

    3. In che direzione si sta muovendo l’editoria per ragazzi in Italia? Che tipo di storie cercano editori e agenti?

    A mio giudizio è un periodo interessante per il romanzo di formazione. La società sta cambiando a una velocità supersonica, sostenuta dalle nuove tecnologie. Ci aspettano nuove sfide e nuovi temi da affrontare. Quanto ad agenti ed editori, penso che cerchino sempre belle storie ben scritte, che rispettino tutte le convenzioni evitando i cliché. 

    4. Quale consiglio – o consigli – daresti a chi aspira a esordire nella narrativa per ragazzi?

    Buttarsi e basta. Auguro a tutti di trovarsi nella condizione di chiedersi che cosa l’agente, l’editore, il lettore si aspettino da te. Immagino sia il segnale di un successo di vendita, critica e pubblico. Sono una sostenitrice dei corsi di scrittura creativa, perché frequentarli mi ha aiutato a mettere a fuoco l’obiettivo e a evitare le trappole peggiori. Penso che gli aspiranti scrittori, così come gli scrittori affermati, debbano avere tenacia, fiuto, talento e un po’ di fortuna. Ciò detto, penso che innanzi tutto scrivere debba essere pura gioia. Forse il successo arriverà, forse no. Ma nessuno potrà toglierci la gioia di aver creato qualcosa dal nulla.

    > Il laboratorio Scrivere per ragazzi con Cristina Brambilla comincerà il 4 aprile. Info e iscrizioni qui.