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Cose che voi umani… Intervista doppia a Giulio Iovine e a Matteo B. Bianchi

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    Un romanzo di squali, d’amore e di shape-shifting: cosa ha spinto Giulio Iovine a scriverla e Accento Edizioni a sceglierla?
    A qualche settimana dall’uscita, abbiamo chiesto all’autore di Cartilagine e al suo editore Matteo B. Bianchi di raccontarci come è andata.

    Buona lettura!

    1. Vi siete incontrati a uno dei Pitch di Belleville, in cui gli allievi presentano i propri progetti a editor e agenti letterari: con quale spirito e quali aspettative si affronta, ciascuno per il suo ruolo, un’occasione del genere?

    Giulio: Da allievo, come se andassi a conquistare un paese da solo, forchetta in mano e scolapasta in testa, nelle orecchie la marcia dei granatieri britannici dal Barry Lyndon. Non avevo aspettative, volevo battermi. E siccome se ci tengo a una cosa mi preparo, al pitch ho portato due romanzi (non uno), ho pianificato per bullet point quattro discorsi – uno per interlocutore – e li ho provati allo specchio e davanti agli amici.

    Matteo: Personalmente, lo affronto sempre con la speranza della folgorazione: spero che alcune delle storie proposte dagli studenti mi infiammino e mi venga subito voglia di leggerle. Ogni tanto infatti succede.
    Con totale onestà, confesso che nel caso di Giulio in un primo tempo era stata la perplessità ad avere la meglio. Mi aveva raccontato la trama del romanzo durante il pitch e io avevo pensato che fosse molto originale, ma temevo troppo fuori dalle righe. Qualche mese più tardi il manoscritto è tornato sulla mia scrivania dopo aver vinto il premio InediTO. A quel punto mi sono confrontato con la editor della casa editrice, Eleonora Daniel, e ci siamo detti che il romanzo era strano, ma anche intelligente e molto ben scritto, e che forse un libro così solo Accento poteva pubblicarlo. E il nostro editore, Alessandro Cattelan, è stato subito d’accordo.  

    2. I protagonisti di Cartilagine sono Zanna, un diciannovenne con la passione per gli squali e Onoria, una femmina di squalo bianco che assume temporaneamente l’aspetto di una donna: quali sono le difficoltà maggiori nel portare in scena un personaggio non umano?

    G: Molte ma molte di meno di quelle che incontri nel portare in scena un personaggio umano. Io sono abituato a pensare in termini fantastici e tramite personaggi emarginati, alieni, diversi, com’ero io da bambino. Quello che mi mette in difficoltà è scrivere personaggi normali, integrati, sereni – è lì che spesso tutto sembra finto.

    M: Con i personaggi non umani si entra nel campo della fantasia e del surreale, quindi paradossalmente, si hanno molti meno limiti: il lettore è più propenso ad accettare stranezze e anomalie da parte loro. Giulio però ha scelto un personaggio che alterna due nature (quella di umano e quella di squalo) ed è stato bravo a studiare una psicologia che risulti credibile in entrambi gli stadi. Onoria non smentisce mai sé stessa, piuttosto si adegua alla nuova realtà e sceglie consapevolmente quando accettare dei compromessi. Come autore io stesso ho scritto un romanzo con un personaggio non umano (in quel caso era una divinità scesa sulla terra) e le parti più interessanti da scrivere, a mio avviso, sono appunto quelle del confronto fra un’altra dimensione e quella terrena. 

    3. Cartilagine parla di un amore estivo. Con quali altre storie sullo stesso tema – romanzi, film, serie tv – dialoga e si confronta?

    G: Problema endemico della mia immaginazione: si confronta perlopiù con sé stessa. A volta m’ispira una storia precisa, a volte metto insieme pezzi di dieci storie diverse e vedo come funziona il mappazzone. Se proprio devo, ti direi: Agostino di Moravia, un qualunque anime di Myazaki o un manga di Rumiko Takahashi, Beatrix di Balzac.

    M: Mi è davvero difficile pensare a degli equivalenti, a dei possibili paragoni, perché mi sembra che “Cartilagine” sia un romanzo del tutto originale. È più facile individuare al suo interno dei riferimenti culturali e pop (come il fumetto di Andrea Pazienza, i film legati al mondo degli squali, i filmati amatoriali su Youtube… ) piuttosto che intravedere riferimenti ad altre narrazioni.  

    4. Questo romanzo è ricchissimo di dettagli sulla fisiologia e le abitudini degli squali: che ruolo giocano all’interno della narrazione?  

    G: Primo, effetto di reale: più sono preciso, più facile per il lettore credermi anche se gli sto raccontando una storia completamente impossibile nella realtà. Secondo: mi aiutano a far passare il rispetto necessario, secondo me, a queste creature che non sono draghi né mostri, ma animali con le loro peculiarità, vulnerabilità e adattamenti.

    M: Credo che questo sia uno degli aspetti più convincenti del libro: leggendo la storia di Zanna e di Onoria, il lettore scopre numerose curiosità interessanti sulla natura degli squali. La passione di Zanna per l’argomento è una scelta narrativa molto riuscita perché fornisce la giustificazione a questi continui approfondimenti e inserisce contenuti che vanno oltre la trama. 

    5. Raccontaci la tua routine di scrittura (se ne hai una).

    G: Mooooolto in generale: prima butto giù un’idea di poche righe, o sul mio taccuino o su un documento word apposta se sono alla scrivania; poi un trattamento di due pagine o poco più sul taccuino, dove capisco anche quanto è lunga la questione (racconto o romanzo?); poi apro il file word e inizio a scalettare; infine, la stesura vera e propria. I tempi tra l’una e l’altra fase variano da un giorno a un anno.

    M: Ah, la mia è semplicissima: uscire di casa. Sono un autore che riesce a concentrarsi e a produrre molto di più fuori dalle mura domestiche. Anche se casa mia è silenziosa e tranquilla, ho la tendenza a distrarmi fra le mie cose. Invece se vado in una biblioteca, in un co-working, persino in un bar pieno di gente e con la musica diffusa, circondato da sconosciuti, riesco a finalmente scrivere. Immagino sia una questione puramente psicologica, ma ormai ho accettato che sia così e mi adeguo. 

    Giulio Iovine

    Giulio Iovine (1987) insegna Papirologia all’Università di Bologna. Ha pubblicato diversi racconti su riviste e antologie, è membro della redazione di Spaghetti Writers. A Belleville ha frequentato i tre moduli di "Scrivere di notte". Cartilagine è il suo primo romanzo.

    Foto di Marco Mastroianni

    Matteo B. Bianchi

    Matteo B. Bianchi è scrittore, editor e autore televisivo. Dal 2022 è direttore editoriale di Accento, casa editrice fondata da Alessandro Cattelan.  Ha pubblicato i romanzi Generations of love (1999, 2016, 2024), Fermati tanto così (2002), Esperimenti di felicità provvisoria (2006 Dalai editore), Apocalisse a domicilio (Marsilio 2010), Maria accanto (Fandango 2017) e il memoir La vita di chi resta (Mondadori 2023). Con Giorgio Vasta ha curato il Nuovo dizionario affettivo della lingua italiano (Fandango 2019). Ha pubblicato inoltre la biografia Yoko Ono. Dichiarazioni d’amore per una donna circondata d’odio (Add 2018) e Il romanzo che hai dentro. Guida personalissima alla scrittura autobiografica (2025). In radio è stato autore del programma quotidiano Dispenser per Radio Due RAI. In tv è stato fra gli autori di Victor Victoria (La7), Quelli che il calcio (Rai Due), X factor (Strafactor) e E poi c’è Cattelan(Sky Uno). Dirige la rivista di narrativa ‘tina. È autore e conduttore del podcast letterario Copertina per StorieLibere.fm. Il suo sito è www.matteobb.com.

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