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Arrivare a fine mese. Una lettera di Arianna Miazzo

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    Anni fa non avrei mai creduto di poter lavorare con la letteratura, mi sembrava un posto troppo lontano dalla mia casella di partenza, per linea geografica e classe. Erano opportunità riservate ad altri. È forse anche per questo che detesto la narrazione del potere salvifico delle storie; i libri non salvano le vite e non salvano le persone. A questo dovrebbero pensare la previdenza sociale, il sistema sanitario pubblico, le politiche abitative. La letteratura, però, insegna a desiderare meglio, a desiderare di più. E il desiderio è un motore irrinunciabile in una società come la nostra, dove il lavoro divora ogni energia. Crescendo avrei voluto qualcuno che mi dicesse: i tuoi sogni non sono più grandi di te. Scrivere e leggere, fare arte non dovrebbero costituire un privilegio. Avere un affitto o un mutuo da pagare, un parente malato; ritrovarsi incastrati in una serie umiliante di lavori mal pagati, non è una colpa, e nemmeno una ragione per essere costretti a rinunciare ai propri desideri. 

    Quest’anno compio 30 anni, e sento che è venuto il momento di restituire qualcosa, di provare a cambiare quel che non mi piace. Arrivare a fine mese è una mentorship individuale lunga un anno, dedicata a un’autrice o autore che non ha mai pubblicato in forma di libro. È un percorso di accompagnamento alla scrittura fatto di incontri mensili uno-a-uno (in presenza a Belleville, ove possibile) e di regolari scambi via mail. Un tempo da offrire a chi ha talento e qualcosa da dire, ma pochi contatti e risorse economiche. Nasce dal desiderio di contribuire a dare forma a un progetto letterario fin dalla sua concezione, indipendentemente da logiche produttive o di mercato. Non è un invito all’autofiction o, peggio, a fare pornografia delle vite difficili, perché anche l’etichetta di scrittore o scrittrice working class può trasformarsi in una gabbia. Se volete parlare di voi, bene. Se volete parlare del mondo, meglio: non ci sono restrizioni di contenuto o di genere. L’obiettivo non è per forza arrivare a un manoscritto completo, perché un anno è lungo, ma non necessariamente lungo abbastanza. 

    Si accede alla mentorship tramite una selezione, caricando su questa pagina un saggio di scrittura (fiction o non fiction narrativa) di 15 cartelle (una cartella = 1800 battute spazi inclusi), una lettera di presentazione (lunghezza massima: 2 cartelle), il proprio stato di famiglia e un ISEE inferiore a 30.000 euro annui. Il bando per l’invio delle candidature è aperto dal 9 marzo al 1° giugno 2026.

    Ci vediamo a fine mese.”

    Arianna

    Arianna Miazzo

    Nata a Bolzano, Arianna Miazzo ha studiato Lingue e Culture per l’Editoria a Verona e in seguito ha frequentato il Master di specializzazione nei mestieri dell’editoria di IULM. Dal 2019 lavora per PNLA, dove si occupa in particolare di scouting, cura degli autori italiani e gestione dei diritti filmTV.

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